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Il riscaldamento globale: una bufala auspicabile..

RISCALDAMENTO GLOBALE

Da anni e anni, non facciamo altro che essere bombardati dai media mainstream, di notizie inerenti un presunto cambiamento climatico, in senso di riscaldamento globale, innalzamento del livello dei mari, scomparsa di terre finora rimaste emerse e altri similari scenari apocalittici.

Quanto c’è di vero in quanto sostenuto dalla stragrande maggioranza dei mass media internazionali, e quanto di assolutamente infondato, o scientificamente non corroborato?

Negli ultimi decenni stiamo assistendo ad una sempre più insistente “trivellazione” dei mass media, e ad un battage di governi, ed enti internazionali (oltre alle sempre presenti associazioni ambientaliste come Green Peace, WWF..), volti a sostenere dei presunti cambiamenti climatici cui, da ormai alcuni decenni a questa parte, le attività umane hanno condotto in maniera sempre più esacerbata. Secondo queste stesse teorie , se il livello di emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera non dovesse essere drasticamente ridotto in misura percentualmente sempre più rilevante da qui ai prossimi 10 anni, potremmo giungere ad un punto di non ritorno (dall’inglese “break even point“), da cui risulterebbe impossibile recedere, al fine di salvaguardare l’abitabilità del nostro pianeta per le generazioni future.

Uno scenario apocalittico

Ciò che questa teoria, ancora nettamente maggioritaria, preventiva, è uno scenario apocalittico, in cui, a seguito dell’accrescimento costante dell’attività umana, dovuta ad un aumento esorbitante della popolazione mondiale, associata alla massiccia industrializzazione di alcune nazioni (asiatiche in particolare), la temperatura globale, a causa delle emissioni sempre crescenti di anidride carbonica, tenderebbe ad aumentare esponenzialmente, provocando una sempre più accentuata scarsità di risorse idriche.

Questa penuria idrica in costante aumento sarebbe, in concomitanza con svariate altre “scelleratezze dovute alla cupidigia umana”, alla base di una massiccia desertificazione del nostro pianeta.

Questa desertificazione, inutile dirlo, sarebbe solo il primo passo verso un tanto pronosticato e paventato baratro. Essa sarebbe alla base di una riduzione massiccia delle aree verdi sul pianeta, cui viene associata la tanto decantata fotosintesi clorofilliana, mediante cui le piante assorbono anidride carbonica dall’atmosfera, rilasciando ossigeno, così vitale per il genere umano.

Questo porterebbe ad un trade-off (scelta esclusiva del tipo “aut..aut”) sempre crescente tra terreni abitativi, terreni agricoli, terreni adibiti al pascolo e terreni boschivi.

Infatti, coeteris paribus per la quantità di terra complessivamente disponibile sul nostro pianeta, l’aumento del terreno adibito ad una di queste funzioni, porterebbe la contestuale riduzione, in proporzione, del terreno adibito ad altri usi.

Questo porterebbe alla catastrofe già teorizzata da Malthus, sulla relazione stretta esistente tra risorse disponibili e possibilità limitata di crescita per la popolazione mondiale, nota come “forbice malthusiana”.

La grande verità malthusiana, ma la mastodontica menzogna del riscaldamento globale

Se da un lato risulta assolutamente valida quella che oggi può apparire come un’ovvia constatazione, ovvero la trappola malthusiana, al contempo c’è da domandarsi se effettivamente, ci stiamo precipitosamente dirigendo verso uno scenario apocalittico, come quello sopra descritto.

La risposta non è affatto scientificamente assoluta. Se, infatti, da un lato, moltissimi scienziati, supportati dagli enti governativi e dai mass media più influenti, hanno portato tale teoria sul palmo di mano, come fosse un’equazione matematica, dall’altro, altrettanto validi scienziati, seppur in posizione decisamente minoritaria, ma in costante crescita, stanno contrastando detta teoria, alcuni dei quali persino paventano una prossima Era glaciale, che avrebbe luogo tra circa tre lustri.

Tra i sostenitori del fatto che la teoria del riscaldamento globale sia una bufala, non supportata da alcuna evidenza scientifica, ci sono 16 scienziati di fama internazionale, che hanno firmato una lettera, poi pubblicata sul Wall Street Journal.

Tra i nomi celebri spiccano l’italiano Zichichi, già ricercatore presso il Cern di Ginevra, ed il premio Nobel Kary Mullis, oltre ad un ex agente della NASA.

Perchè, ad ogni modo, indipendentemente da quale sarà l’effettivo scenario climatico futuro, il riscaldamento globale è auspicabile?

Anche qualora vi fosse in atto un costante processo di riscaldamento globale, come in tutte le situazioni, ci sarebbero anche dei lati positivi, per nulla indifferenti.

Anzitutto, va considerato che, in tale ipotesi, moltissime città, ed alcune metropoli, oggi avvolte da inverni lunghi ed estremamente rigidi, tra cui mi limito a menzionare New York, Washington, Philadelphia, Montrèal, San Pietroburgo, Mosca..beneficerebbero di un aumento delle temperature.

I benefici ricadrebbero sia in termini di riduzione dei consumi energetici, e connesse spese di riscaldamento, sia in termini di miglioramento delle condizioni di vita di decine e decine di migliaia di senzatetto, con una molto minore perdita di vite umane.

Va inoltre considerato che una  riduzione dei consumi energetici avrebbe ricadute positive non solo in termini di bollette energetiche, attualmente esorbitanti, ma anche in termini di riduzione delle emissioni di gas serra, causa primaria di coloro che sostengono la teoria ideologica del riscaldamento globale.

Ultimo, ma non ultimo, se il riscaldamento globale fosse effettivo, si eviterebbero una serie di ingenti danni dovuti all’accumulo di neve, ed alla formazione di ghiaccio: non vi sarebbe più il rischio di rottura delle tubature; non vi sarebbero cedimenti, dovuti al peso eccessivo della neve accumulata; non vi sarebbero ritardi dovuti al caotico traffico superficiale, fisiologico in condizioni meteorologiche avverse; non vi sarebbero danni per miliardi di dollari/anno alle colture, ed alle attività manifatturiere (solo per citarne una minima parte!!).

No share, No gain!!;)
Tommaso Rossi
sono uno studente di 22 anni dr. in economia e finanza che ama tenersi aggiornato ed approfondire tali tematiche con una prospettiva globale e varia.
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