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Politicamente corretto: l’ipocrisia dell’intellighentia di sinistra

STOP AL BULLISMO

L’ipocrisia del politicamente corretto come perniciosa ed annichilente ideologia, tipica di gran parte dell’intellighentia di sinistra: se fosse un libro, questi sarebbero titolo e sottotitolo di questa corposissima raccolta di filippiche, indirizzate contro una casta di ipocriti, vessatori, rapinatori, impositori, faziosissimi burocrati/filoburocrati, aventi ahimè diritto di voto equipollente a quello di qualsivoglia altro cittadino.

Politicamente corretto: lipocrisia dellintellighentia di sinistra
POLITICAMENTE NON CORRETTO
Politicamente corretto: lipocrisia dellintellighentia di sinistra
POLITICAMENTE SCORRETTO

In cosa consiste e come si esplica il politicamente corretto, tratto estremamente diffuso nella cdd. intellighentia di sinistra, e metastatizzato in questa società, intrinsecamente fallita e fallimentare?

Inizierò da un excursus personale, che ho dubitato per mesi e mesi se rendere o meno pubblico, ma che ho poi deciso d’iniziare con questo articolo di divulgare perchè, se da un lato queste cose mi urtano a tutt’ora, so altresì di avere spalle sufficientemente larghe per sopportare non solo eventuali miei fardelli, ma per farmi anche carico di quelli di altri, che si lasciano invece soccombere, soli come si trovano ad essere, di fronte a certe, troppo frequenti e reiterate, porcherie.

Una difficile infanzia, come una delle ahimè numerosissime cosiddette “vittime” di bullismo.

Ho sempre detestato la parola vittima, l’atteggiamento vittimistico e rassegnato di chi non reagisce di fronte ai vergognosi comportamenti altrui, di cui è direttamente “vittima”, o di cui è spettatore, deliberatamente non attivo.

La mia storia inizia sin dalle elementari: ero un ragazzo estremamente timido e sensibile, un bambino buono, direi “normale”.

Come ahimè troppi altri bambini sin dalla più tenera età, sono stato oggetto delle morbose attenzioni di un gruppo di ridicoli “bulletti“, che mi hanno preso come il principale capro espiatorio dei loro sadici e vigliacchi “giochetti”: gli evirati, non solo mi tartassavano con epiteti infamanti e volti a denigrare, naturalmente forti del branco di cui facevano parte, oltre che della quasi totale inoperosità del corpo docente, nel perseguire duramente e repressivamente questi aberranti comportamenti, indegni di essere aggettivati come umani, ma, cosa forse ancor più grave, mi mettevano in maniera subdola, con la scusa sempre pronta nelle loro fogne (del tipo “stiamo solo giocando”, “eravamo scherzosi” e puttanate varie..), le mani addosso. E questo comportamento, invece che andare a scemare col tempo, è altresì aumentato col passare degli anni, divenendo una costante oppressione, cui solo i miei genitori han saputo, occasione dopo occasione, far fronte, approcciandosi con la doverosa intolleranza verso i genitori di questi degenerati, e verso gl’insegnanti, ogniqualvolta questi se ne lavavano le mani.

Terminato l’incubo delle elementari, direi che l’habitat scolastico, non ha fatto altro che essere esacerbato negli orrori quotidiani, da me allora patiti, in termini di bullismo subito.

Epiteti denigratori e parole pronunciate al mero scopo di offendere, sono presto diventate la norma, non potendo trovare altri canali di sfogo, come la fisicità, almeno non in maniera così esponenziale, come nel gulag che per me erano state le elementari.

La cosa peggiore di quanto da me subito durante tali anni, della mia pre-adolescenza, è stato il fatto di essere oggetto di scherno in maniera plateale, pubblica, senza che nessuno, insegnanti o compagni, intervenisse in alcun modo concreto in mio effettivo soccorso.

Mi sono, altresì, trovato ad affrontare le ingerenze di “docenti”, cui non affiderei nemmeno la docenza di uno scarafaggio, che, non solo si foderavano volutamente gli occhi di spesse fette di prosciutto, ma che anzi, si rendevano complici di angherie nei miei confronti, per la loro totale “incapacità”, per non dire “quietanza di vita” (entrambe assolutamente esecrabili, essendo motivi fondanti delle stesse identiche conseguenze!!) in quello che in gergo scolastico viene espressa come “capacità di tenere la classe”.

Ancora una volta, gli unici a sostenermi, senza riserve e limite alcuno, sono stati i miei adorati genitori, cui, nonostante tutte le controversie, devo la mia vita, e non in senso metaforico, ma reale.

Purtroppo, mi rendo sempre più conto che non tutti i bambini/ragazzini, hanno la mia stessa fortuna, di avere alle spalle due giganti, ampiamente realizzati e colti, come mia mamma e mio papà, oltre che due combattenti nella pretesa di rispetto dei miei sacri diritti umani, che hanno fatto del mio benessere, il loro massimo cruccio.

Molti, anzi moltissimi, si trovano catapultati in contesti scolastici, che di formativo non hanno nulla, se non la “legge del più vile” e della “sopraffazione da branco“, che perseguono la “correttezza” nella forma (Jihad mossa da un sempre più pervasivo ed annichilente “politicamente corretto”, che sta uccidendo la “società” occidentale), piuttosto che il rispetto della sostanza e del prossimo, e tutto questo legittimato da un corpo “docenti”, troppo spesso formato da incompetenti tanto nel lavoro, quanto nella vita, che fanno dell’ossequio acritico della legalità e del quieto vivere, i motivi fondativi del proprio agire, producendo abomini e distorsioni abominevoli, che vanno solo a nocumento di coloro che necessitano di tutela, mentre costituiscono “linfa vitale” per quei porci, di cui si rendono conniventi, anche solo per la totale inoperosità di cui si rendono attori!!

Cionondimeno, questi stessi ragazzi/e, “vittime” di bullismo, spesso sono abbandonati all’indifferenza più totale da parte di quelli che si dicono “amici” e dai familiari più prossimi e, troppo spesso, a causa delle continue vessazioni subite, nell’omertà più assoluta, finiscono col togliersi la vita, sopraffatti da un’esistenza che vedono solo tetra ed infelice.

Ebbene, io voglio dire a questi ragazzi che non devono affatto sentirsi soli, abbandonati dall’indifferenza delle persone che dovrebbero esser loro vicini.

Io ci sono concretamente per loro, e se impossibilitato fisicamente per la distanza, ciò non toglie che ci si possa sentire telefonicamente, via skype, o anche più semplicemente, almeno all’inizio, tramite chat. E non abbiate timore alcuno a contattarmi, perchè sono sonoramente inbufalito dalle angherie omertose cui si è sottoposti in giovane età; sono disgustato dal politicamente corretto che rimane una mera facciata da esibire, priva di qualunque autenticità contenutistica; o, detto in parole più semplici, sono incazzato nero non tanto nei confronti degli “aguzzini“, ma quanto, piuttosto, di coloro che si pongono come inattivi spettatori di certe porcherie, lavandosene le mani.

Le mani di costoro sono sozze del malessere che voi provate quotidianamente; sozze delle ferite fisiche che portate sul vostro corpo abusato; impregnate del sangue di persone giuste, buone, generose, sensibili, che troppo spesso non vi ergete a difendere!!

Di seguito i miei contatti, per palesare minacce ricevute, per mio tramite, o per avere consigli, pareri, o più semplicemente, per potervi sfogare, con qualcuno che voglia ascoltarvi e cerchi, nel suo piccolo, di aiutarvi.

#fermiamo #la #voga #delle #porcate!!

Ecco, di seguito, come promesse, i miei contatti:

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Se, avete urgenze assolute, e come extrema ratio, potete contattarmi anche su:

 

No share, No gain!!;)
Tommaso Rossi
sono uno studente di 22 anni dr. in economia e finanza che ama tenersi aggiornato ed approfondire tali tematiche con una prospettiva globale e varia.
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