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Family gay vs. Family day!!

FAMILY DAY VS. FAMILY GAY
FAMILY DAY VS. FAMILY GAY
FAMILY DAY VS. FAMILY GAY

La questione gay

In queste settimane non si fa altro che parlare della diatriba che vede contrapposto chi si erge a favore della famiglia tradizionale e chi invece ha manifestato il proprio appoggio al DDL Cirinnà, che consentirebbe tra le altre cose il riconoscimento di diritti a bambini già in possesso di coppie omosessuali.

Il dramma delle adozioni

Chi sostiene il DDL Cirinnà, muove come principale argomentazione il fatto che i figli sono di chi li cresce e non di chi ha dato loro il corredo genetico. Se questo fosse vero, mi chiedo come sia possibile che anche in casi di adozione da parte di una coppia eterosessuale di bambini abbandonati, l’adottato senta in numerosissimi casi di non appartenere geneticamente alla “famiglia” che lo ha preso in carico. Sovente, infatti, colui che viene adottato, per quanto nutra un legame profondo con i genitori putativi, che gli hanno consentito di vivere una vita serena, agiata e confortevole, sente sin da tenera età la volontà di conoscere chi sono i genitori biologici, con cui ha il più forte legame genetico.

La legge sulla privacy: un’illegittima, sebbene legale, ignominia

Il vero scandalo fonda le sue radici nell’aberrante legge sulla privacy, che tutela il “diritto”, persino per una madre biologica, all’oblio, cioè al rimanere totalmente anonimi nei cfr del neonato, una volta che questi abbia preso consapevolezza di essere stato adottato e abbia sentito la necessità di conoscere i propri genitori biologici.

Questo porta a vite intere vissute nella straziante ricerca dei propri genitori biologici, effettuate elemosinando indizi e facendo annunci, affinchè i diretti interessati, madre in primis, si facciano avanti. Si vedano i numerosissimi appelli a Chi l’ha visto, fatti da uomini/donne adulti, già da tempo genitori e magari in procinto di divenire nonni.

Il capriccio eugenetico delle checche e dei radical chic pro family gay

L’altra sera stavo guardando la trasmissione “In onda“, se non vado errando, su La7, condotta da Tommaso Labate e David Parenzo. Tema dell’intera puntata: il DDL Cirinnà.

Ospiti in studio, una certa Costanza Miriano, pro family day, e il Pres. della regione più dispendiosa e scialacquatrice d’Italia, la Trinacria, celeberrimo Rosario Crocetta.

In collegamento c’era invece una coppia di finocchi, “genitori” di 3 bambini, avuti in Canada grazie alla facondazione eterologa e allo/agli utero/i in affitto.

Questi esseri, altrimenti non qualificabili, per rivendicare come “diritto”, fortunatamente ancora non garantito in Italia, un proprio capriccio, si erano recati in Canada per commissionare la procreazione di feti, che poi avrebbero acquistato, rendendoli a tutti gli effetti propri figli.

Per quanto queste checche isteriche abbiano asserito che si trattava di “donazione in totale gratuità” di ovuli ed utero materni, la gravissima mendacità da questi propugnata come dogma non sconfessabile, risiede in un quesito assai semplice: “perchè mai una persona dovrebbe incorrere in stress psicofisici per nove mesi, oltre che in costi non indifferenti, senza un corrispettivo in termini pecuniari?”

Le possibilità sono due: o si tratta di un’invasata perniciosa nostalgica della ahimè sempre latente “moda” hippy (oggi meglio nota con il termine “hipster“), che crede davvero, pervasa da un delirio pseudo mistico, di elargire amore, compiendo un simile atto, o si tratta di una prostituta, che mercifica, volitivamente, il proprio corpo per il “capriccio” di una coppia gay di avere figli, naturalmente non procreabili.

La cosa drammatica è che i signori di cui sopra hanno definito quella depravata (sempre che non si trattasse di tre donne differenti, tante quante il n° di bambini commissionati) “la gestante”, proprio a sottolineatura del fatto che la stessa non era altro che un mezzo, legalmente consentito, per raggiungere ad un determinato fine, di cui nello specifico quello procreativo.

Ma la cosa ancor più aberrante è stato il trincerarsi dietro ad una legge vergognosa (come quella canadese), che non legittima i bambini a conoscere il proprio genitore biologico (o i propri genitori biologici), sino al raggiungimento della maggior età.

Per cui la domanda che mi sorge spontanea, e di cui condivido appieno la risposta del Dr. Crepèt, è la seguente: quando questi bambini arriveranno all’età della ragione, cosa che si sviluppa già ampiamente nel corso dell’istruzione elementare (per quanto imposta da uno stato, per def., totalitario) e chiederanno come mai loro hanno due papà, invece che un padre ed una madre, come la biologia c’insegna, cosa risponderanno queste due checche isteriche?

Gli scenari possibili sono i seguenti: o negheranno loro la realtà scientifica, asserendo che due uomini o due donne possono procreare (al pari dei creazionisti, che rigettano in toto teoria dell’evoluzione darwiniana); o diranno loro i fatti che han portato alla procreazione (per opera commissionata dietro controparte pecuniaria), in maniera più o meno edulcorata.

Le ipocrisie di alcuni esponenti poltici pro family day

D’altro canto, ciò che trovo irritante, sebben non aberrante quanto la prima casistica, di alcuni degli esponenti di spicco che han presenziato al family day, è la parziale ipocrisia da questi palesata.

Salvini ha alle proprie spalle un matrimonio, da cui è nato il primo figlio, una compagna, dalla quale ha avuto un secondo figlio, ed altre compagne che si sono avvicendate negli ultimi mesi.

Casini, se non vado errando (ed in tal caso non mi discosto di molto!!), è al terzo matrimonio, con prole avuta da tutte e tre le mogli.

Il Berlusca, come ben noto, ha alle spalle due matrimoni, da cui ha avuto rispettivamente due e tre figli, festini con prostitute di varie razze e provenienze, ed accompagnamenti con giovani, più o meno interessate (economicamente parlando), ragazze.

Fini ha una storia affine a quelle sopra riportate.

Ma dulcis in fundo, alla manifestazione dello scorso WE, al Circo Massimo, l’Onorevole, nonchè parassita di stato, Meloni, ha annunciato ubiquitariamente di essere in “dolce” attesa. Il fatto è risultato esilarante, per non dire agghiacciante per i più, dato che l’On. Meloni non è sposata (e sinceramente fatico persino a credere accompagnata).

Morale della “favola”

Forse, dopo aver letto questo interminabile articolo a commento dei fatti recenti in materia di Unioni Civili, molti di voi si chiederanno quale sia la mia posizione a riguardo.

La mia posizione è molto semplice: i bambini non devono poter essere commissionati e/o acquistati come fossero merce, a maggior ragione se si tratta di una coppia gay, antropologicamente impossibilitata alla procreazione.

Per quanto riguarda, invece, i partecipanti al family day, ma soprattutto i propri massimi portavoce istituzionali, ciò che trovo irritante è l’assoluta ipocrisia nell’autodefinirsi cattolici e/o cristiani, e nell’incensare l’Istituzione della Chiesa (in tutto il suo putrescente marciume), pur non ottemperando ad alcuni dei dictat fondanti la dottrina, così come stabilito dalla Chiesa stessa nel corso dei secoli, tra Riforme, Controriforme e guerre di religione/inquisizione.

La critica personale a Porro

Premesso che sono un estimatore di Nicola Porro, trovo altresì incoerente con la sua natura liberale/libertaria, la posizione espressa nella, ormai celebre, “zuppa di Porro” odierna.

La critica che muovo a Nicola è molto semplice: a prescindere dagli artt. più o meno infamanti di numerose marchette del giornalettismo italiano, credi davvero la Meloni sia un fulgido esempio di maternità? Sono convinto tu l’abbia asserito, mosso dal fondato livore per certi pesudo-giornalisti che si permettono di “educare” su ciò che è giusto e ciò che non lo è. Ciononostante potevi risparmiarti una simile “assist” ad una così evidente figura di merda dell’On.

Seconda critica che muovo a Porro è la seguente: premesso che io non seguo il calcio, ed anzi ritenga che chi lo segue con ossequio parareligioso, sia un pericoloso ignorante del mondo circostante, per cui non conosco nè le cause che hanno condotto all’espulsione di Mancini, nè le espressioni rivolte dai tifosi allo stesso (cui è seguito il tanto stigmatizzato dito medio), la critica che muovo è: ritieni davvero che mandare a cagare alzando il dito medio sia vagamente equiparabile a dare ad una persona del finocchio, perdipiù davanti a milioni di spettatori?

Lungi da me ergermi in difesa di un presunto “politically correct” (spesso puramente di facciata), ma, essendo spesso stato additato con tali epiteti (volti a denigrare il ricevente), dando per assodato che gay sia sinonimo di un’intrinseca condizione d’inferiorità, e sapendo quanti casi di adolescenti vittime del bullismo ci sono in giro nelle scuole, nelle squadre etc..etc.., alcuni dei quali incapaci di reggere un tale abominio psicologico costante, giungono alla tragica decisione (sicuramente non presa a cuor leggero) di suicidarsi, ritieni davvero Nicola sia da ipocriti indignarsi e stigmatizzare, anche con “ferocia”, simili epiteti, a maggior ragione se rivolti da personaggi pubblici, sotto l’occhio e l’orecchio vigile di milioni di spettatori?

Per questo, asserisco, senza timore di ricredermi, che “Je suis Mancinì”, perchè è da essere umano degno di tale qualifica biasimare chi ritiene i finocchi intrinsecamente inferiori e, come da origine del termine stesso, di scarso, anzi scarsissimo valore!!

 

 

No share, No gain!!;)
Tommaso Rossi
sono uno studente di 22 anni dr. in economia e finanza che ama tenersi aggiornato ed approfondire tali tematiche con una prospettiva globale e varia.
http://floodnews.net

3 thoughts on “Family gay vs. Family day!!

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