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Halal: anche la moda diventa islamica con Shukr

Halal: anche la moda diventa islamica!

Halal (parola araba che significa “lecito”): anche il settore della moda islamica è in costante ed esponenziale espansione. SHUKR é una parola araba che significa “ringraziamento”. Ma é anche il nome di una linea di abbigliamento halal creata nel 2001 da Anas Sillwood, un inglese convertito all’Islam. Shukr é stata tra le prime aziende a rivolgersi al consumatore musulmano residente in Occidente, impegnandosi a combinare i bisogni di abbigliamento pratico e “modesto” con le tendenze prevalenti in questi paesi. L’azienda produce abbigliamento femminile e maschile in piena conformità coi dettami della Shariah (termine arabo che significa “legge” in senso generale), ma non si risparmia in colori, stili e capi di abbigliamento per tutte le occasioni.

Tra le particolarità della linea di Shukr è possibile scegliere cappelli da uomo con disegnata la celebre impronta del piede del Profeta Mohammad (SAaw), tuniche a maniche lunghe per uomini (djellaba) e donne (abaya), ma anche khimar e niqab per le donne musulmane più conservatrici.

Anas Sillwood avviò la propria attività con lo scopo di mantenersi durante il periodo dei suoi studi studi di arabo e Corano in Giordania, dopo aver individuato l’esistenza di un gap nel mercato dell’abbigliamento islamico che si rivolga principalmente ai musulmani occidentali. Non aveva pianificato una carriera in questo settore, ma tra il 2005 e il 2006 le vendite sono aumentate esponenzialmente, mostrando tutto il potenziale di questo tipo di attività.

L’industria della moda Islamica sta crescendo rapidamente, al punto che nel Report Mondiale sull’Economia Islamica 2014 Thomson Reuters e DinarStandard é stato introdotto un apposito indicatore, il “Modest Fashion Indicator” (MFI), che valuta lo stato di salute e lo sviluppo dell’ecosistema della Moda Islamica in 72 paesi. Si stima che nel 2019 questo valore possa raggiungere i 484 miliardi di dollari. I paesi con il più alto numero di consumatori musulmani (dati del 2013) sono la Turchia (39.3 miliardi di dollari) gli Emirati Arabi Uniti (22.5 miliardi di dollari), l’Indonesia (18.8 miliardi di dollari), l’Iran (17.1 miliardi di dollari), Arabia Saudita (16 miliardi di dollari) e la Nigeria (14.4 miliardi di dollari).

Video della sfilata di Shukr

Tra i clienti di Shukr risultano anche persone di fede non musulmana, che ricercano e apprezzano la modest fashion. L’azienda si occupa di tutta la filiera di produzione , ha tre negozi propri e una ventina di rivenditori in tutto il mondo, insieme ad un importante business online che vanta clienti internazionali. Anas auspica che la linea di abbigliamento Shukr sia di contributo alla ricerca di un’identità islamica equilibrata da parte dei musulmani occidentali. E’ consapevole, infatti, che l’identità religiosa dei musulmani é stata messa a dura prova negli ultimi anni, e molti musulmani fanno difficoltà a conciliare le pratiche culturali proprie di alcune terre a maggioranza islamica con lo stile di vita occidentale. L’abbigliamento dei musulmani gioca una parte importante i tutto ciò, e può aiutare non poco nell’accrescimento della stima in se stessi.

Shukr è stato anche tra i delegati invitati dal Comune di Torino per la Tavola Rotonda sulla moda islamica organizzato il 28 Luglio scorso. Si tratta del primo e unico evento del genere finora organizzato in Italia, che ha coinvolto professionisti e imprenditori Italiani e stranieri presenti nel mercato della modest fashion.

No share, No gain!!;)
Tommaso Rossi
sono uno studente di 22 anni dr. in economia e finanza che ama tenersi aggiornato ed approfondire tali tematiche con una prospettiva globale e varia.
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