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Inca: la “vergine congelata” rinvenuta a 6,700 metri!

MUMMIA INCA: " LA VERGINE CONGELATA"

(Fonte: Focus)

Inca: i sacrifici delle vergini

I capelli della _6527119f_ di una ragazzina rinvenuta in Sud America, nel cuore di quello che fino a 6 secoli fa era l’impero Inca, divenuta celeberrima come “_b80a0dc8_“, raccontano gli ultimi mesi della sua vita, rivelando che i bambini Inca sacrificati nel corso della cerimonia della _d347c72d_ assumevano grandi quantità di alcool e foglie di _be969516_.

 
La “doncella de Llullaillaco” è una delle mummie meglio conservate al mondo, grazie alla crioconservazione naturale eccelsa che i 6,700 metri di quota del vulcano le hanno garantito per ben 5 secoli.
Inca: la vergine congelata rinvenuta a 6,700 metri!Essere selezionati come i più puri e sani del villaggio, prelevati dalla propria casa, nutriti del cibo migliore e, dopo mesi di preparazione, condotti in cima a una montagna, a 6000 metri di altitudine, e sacrificati agli dèi, soffocati, uccisi con un colpo alla testa o bruciati vivi.

È questa la storia dei bambini dai 6 ai 15 anni vittime della Capacocha, una cerimonia sacrificale che segnava gli avvenimenti più importanti per il popolo Inca, legati per lo più alla vita dell’imperatore.

Una storia già conosciuta, ma che in questi giorni si arricchisce di nuovi dettagli, grazie alle l’Università di Bradford sui capelli di tre mummie rinvenute nel 1999 in prossimità della cima del vulcano Llullaillaco, in Argentina. Secondo l’archeologo Andrew Wilson sarebbero le mummie meglio conservate al mondo. Si tratta di bambini di 6, 7 e 13 anni, sacrificati circa 500 anni fa in occasione di una tipica Capacocha.

Dei tre, la ragazzina di 13 anni, conosciuta come “la doncella de Llullaillaco”, era con ogni probabilità il soggetto più importante della cerimonia, oltre che il più consapevole di ciò che l’aspettava. Eppure il volto rilassato e la posizione, seduta a gambe incrociate, danno l’impressione che la giovane si sia semplicemente addormentata. Ciò che in realtà emerge dallo studio chimico dei suoi capelli ancora perfettamente intrecciati, è che circa un anno prima della sua morte, presumibilmente in coincidenza con la sua elezione al rango di vittima sacrificale, la sua dieta si era arricchita di mais e proteine animali e aveva cominciato ad assumere dosi massicce di alcool e droga, in particolare birra di mais e foglie di coca. Il consumo di queste sostanze, allo stesso tempo sedanti e inebrianti, era aumentato notevolmente all’avvicinarsi del sacrificio. Pur avendo riscontrato le stesse sostanze nei capelli dei bambini più piccoli, non vi è traccia in loro dello stesso incremento.

La differenza ha affascinato gli studiosi, che hanno ipotizzato che la ragazzina, più consapevole e quindi spaventata dal suo destino imminente, cercasse conforto sedandosi, o che fosse incoraggiata o costretta a farlo, in modo da renderla più facilmente manipolabile. Non è da escludere che ciò fosse legato al suo coinvolgimento in cerimonie preparatorie, dove il consumo di birra e coca era frequente.

No share, No gain!!;)
Tommaso Rossi
sono uno studente di 22 anni dr. in economia e finanza che ama tenersi aggiornato ed approfondire tali tematiche con una prospettiva globale e varia.
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