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Lo statalismo (nazi-catto-comunismo): il peggior crimine contro l’umanità!!

GULAG RUSSO
GULAG SIBERIANO
GULAG SIBERIANO

Dovreste ormai avere intuito quanto il sottoscritto sia un convinto, fiero oppositore dello Stato, e di qualunque sua espressione. Lo statalismo, in tutte le sue varianti intrinsecamente totalitarie  del nazi-catto-comunismo ( e qualsivoglia altra deriva totalitaria si possa concepire) è il più grande crimine contro l’umanità, intesa non come un insieme indistinto di persone appartenenti alla stessa specie, bensì come soggetti singoli, depositari per loro stessa natura di diritti della persona (ivi ricompresi quelli di proprietà) sacri, inviolabili ed inalienabili.

Ora cercherò di analizzare singolarmente gli aspetti salienti che fan sì che odi lo Stato, in qualunque sua espressione, e ritenga la democrazia (per def. “potere del popolo”, e quindi della maggioranza, senza alcuna garanzia per le minoranze) di per sè stessa IL PIU’ GRANDE CRIMINE CONTRO L’UMANITA’.

STATALISMO (NAZI-COMUNISMO): IL PIU' GRANDE CRIMINALE DELLA STORIA!!
STATALISMO (NAZI-COMUNISMO): IL PIU’ GRANDE CRIMINALE DELLA STORIA!!

Le nefandezze dello statalismo

Lo stato, rappresentato da politici e burocrati (quelli che i britannici amano chiamare correttamente “public servants“, ossia “pubblici servitori”) è per def. un esercito, che in Italia rappresenta ben 3 milioni di parassiti del pubblico impiego + 945 parlamentari (cifra indubbiamente approssimata per difetto) che ha come scopo (il che implica di per sè stesso una volontaria pianificazione in pieno stile sovietico) o come outcome, insito nella sua stessa esistenza, quello di ostacolare la creazione, la sopravvivenza e le possibilità di sviluppo della libera impresa, intrinsecamente privata.

Lo stato e il cdd. welfare state, da me ribattezzato “warfare state

Lo stato, quanto ente “supremo” cui troppi individui delegano le scelte in quasi ogni aspetto (economico e non) della propria vita, ha la presunzione di saper scegliere meglio del privato, attraverso i suoi innumerevoli enti, istituti, partecipate e “last but not at all least”, pubbliche amministrazioni, come allocare la ricchezza da altri prodotta (per ovvia constatazione dall’impresa privata!!).

Come primo aspetto di questa mia esegesi sui CRIMINI DI STATO, troppo frequentemente ipersottovalutati dalla quasi totalità delle persone, voglio discorrere il cdd. “welfare state”.

Il tema pensionistico riguarda qualunque individuo ed il timore di non vedersi corrisposti nemmeno lontanamente i contributi versati, è matematica certezza. Infatti, anche nell’utopia di un sistema pubblico “ideale”, i contributi versati dovrebbero comunque quantomeno coprire gli stipendi di svariati dipendenti pubblici (in un rapporto cliente/fornitore assolutamente falsato da un’elargizione arbitraria fatta da un ente, lo stato, che non sarà mai neanche lontanamente efficiente in termini di costo, ed efficace, in termini di beneficio, quanto una qualunque ipotetica azienda privata, che debba confrontarsi con le “leggi del mercato” e la cdd. “Invisible Hand” di Smith.

Oltre alla ben maggior spesa in termini di stipendi elargiti, lo Stato, mancando delle virtù del privato, è portato ineluttabilmente a sputtanare cifre, nella migliore delle hp, doppie, rispetto all’ipotetica controparte privata, per affrontare qualunque spesa di natura più o meno corrente.

Con spese di natura corrente intendo tutte quelle spese che spaziano dagli affitti/mancati affitti (costo sommerso/”sunk cost“), per gli immobili di cui usufruiscono; nonchè di tutte le spese per le utenze, su cui non vi è alcuna morigeratezza ( ennesimo scialacquamento di “denaro dei cittadini”, come avrebbe detto quella “santa” donna di M. Thatcher), in cui si ricomprendono le spese per acqua, energia elettrica e riscaldamento, oltre che le ben meno imprescindibili spese di pulizia (sempre fuori controllo, anch’esse, in termini di budget).

Ergo, se da un lato si è arrivati alla totale perversione legislativa di vietare ai privati di scegliere liberamente a che temperatura impostare il termostato di casa propria (benchè il costo dello stesso ricada interamente sull’individuo stesso, non più libero, nemmeno dopo il pagamento di tutte le tangenti costituite dalle accise, di condurre uno stile di vita a propria insindacabile discrezione), al contempo, sebbene esista una legge affine per quanto riguarda i locali “pubblici” (seppur paradossale nel porre tale limite a +1°C rispetto al privato), tale legge, ovviamente viene puntualmente disattesa, senza che ciò comporti alcun rischio in sede civile/legale per i trasgressori (pubblici dipendenti) della stessa.

Tanto per citare un caso eclatante, in regione Lombardia, la temperatura impostata è risultata essere di ben 26°, un clima che rasenta quello tropicale, mentre al Comune di Medio-l-anum, nefastamente “amministrato” da quel rapinatore di Pisapia, a sole spese dei contribuenti, la stessa raggiunge i 22°C.

Ciononostante c’è ancora gente che, non solo si stupisce del fatto che pur avendo versato decine di migliaia di euro in contributi per ogni anno di lavoro, ne percepirà solo una ben decurtata, inquantificabile e variabile percentuale a fine “vita” lavorativa, ma queste stesse persone spesso e volentieri, ritengono che ciò possa migliorare, lasciando comunque la gestione del warfare state nelle mani di un pubblico ingordo e vorace, dilapidatore della ricchezza creata dal privato.

Le storture dell’istruzione e della sanita’ pubbliche imposte

Un’altro aspetto saliente di questa trattazione discorsiva sugli sperperi di stato, nasce dalle tanto folli, quanto discrezionali spese per i settori della sanità e dell’istruzione, soprattutto se rapportati ai “benefici” attesi.

SANITA’. Se siete ancora tra i sostenitori di una sanità elargita a propria discrezione ubiquitariamente dal pubblico, lasciate che vi faccia ragionare (auspicando addiverrete a ben più miti pareri..) sulla sua assoluta nefandezza, erta a modello si virtuosismo.

A prescindere dalle folli spese sia per macchinari costosissimi, e spesso sottoutilizzati, se non addirittura inutilizzati, che da quelle correnti per “farmaci” e altre “necessità” sanitarie, la mia maggiore critica verso il SSN, che poi è regionalmente amministrato, deriva perlopiù dal seguente motivo: così come per il sistema d’istruzione pubblico, così anche nel SSN, sono DIKTAT assoluti provenienti dall’alto (nella scala gerarchica), a dettare le terapie da intraprendere in maniera univoca come risposta a un certo genere di malattia. Questo fatto ha conseguenze a dir poco nefaste, disastrose sia in termini di sperpero dei soldi dei contribuenti, sia in termini di output.

La mia domanda, infatti, a chi sostiene un SS pubblicamente elargito, ubiquitariamente, è la seguente: com’è possibile che ogni anno, in un paese cdd. “sviluppato”, come l’Italia, muoiano quasi 180,000 (in media) di tumore, delle oltre 350,000 cui ne viene diagnosticato almeno uno?!?

Vi racconterò, molto in breve, la mia, ahimè tragica, vicissitudine familiare (purtroppo assai comune a decine e decine di migliaia di famiglie italiane, che ogni anno vengono colpite da un lutto, dovuto alla peste dei giorni nostri, il cancro).

A mia mamma fu diagnosticato un carcinoma maligno mammario quando io avevo solo 14 anni. Si sottopose all’operazione di mastectomia (asportazione chirurgica del tessuto cellulare cancerogeno), e, successivamente a un ciclo parecchio debilitante di chemioterapia, cui ne seguì uno di radio.

Dopo questo lungo travaglio, debbo dire, senza se e senza ma, che mia mamma si riprese appieno o quasi (unica limitazione era dovuta al carico che poteva portare col braccio destro, lato il cui seno era stato operato e parzialmente rimosso).

Sono trascorsi 8 anni di piuttosto regolari checks up, TAC, visite specialistiche, che non hanno rilevato nessuma “formazione” anomala.

Purtroppo, nel novembre 2012, a seguito dell’ennesimo controllo (se non ricordo male, “grazie” ad una TAC), è giunta la tanto temuta, quanto impotentemente attesa, notizia che il tumore si era ripresentato sotto forma di metastasi al “tessuto” osseo.

Da vera guerriera senza macchia e senza paura, quale mia mamma è, ha ripreso ad affrontare l’ennesimo estenuante e annichilente ciclo di chemioterapie (che le son state più volte cambiate nel corso dei mesi) e radioterapie, col sostegno fisico e psichico di mio padre, anzitutto, e di me, seppur in misura molto minore.

E’ riuscita, seppur con febbre alta ed estenuata dalle terapie, a presenziare alla mia laurea breve, cosa che mi ha reso felice come non mai fino ad ora.

Purtroppo, le terapie sono proseguite con qualche breve, saltuaria, interruzione, ed io, volendo convincermi (benchè latentemente consapevole si trattasse molto più di un auspicio, che di un’attesa razionale) che avrei potuto terminare la magistrale che avevo già intrapreso prima di conseguire la laurea breve, ho continuato a navigare il più celermente possibile nelle nefandezze di un’università pubblica, in gran parte composta di despoti, faziosi, incompetenti, ma dotati di sicumera, con il solo scopo di renderla fiera del mio ennesimo conseguimento in ambito scolastico-accademico.

Mio malgrado, questo auspicio, è stato disatteso quando il 7 novembre 2014, a due anni di distanza dalla diagnosi e dalla mia laurea breve, mia mamma si è spenta (fisicamente parlando) in un favoloso, amorevole (sia quanto a centro, che quanto a personale) di cure palliative, che va sotto il nome di Madonna dell’Uliveto.

Tutto questo per affermare cosa? Tutto questo per sostenere, senza alcun timore di smentita, che mia mamma è stata indubbiamente assassinata da un SSN, incapace di sconfiggere il cancro nella sua forma peggiore, le metastasi. Mia mamma ha sì vissuto 8 anni di quasi normalità, ma dopo di essi è stata annichilita da varie ortodosse terapie chemioterapiche  che l’hanno resa inumana, quasi in uno stato vegetativo, oltre che da radioterapie inefficaci nel momento in cui le Dr.sse in carico del reparto, si permettevano di “sostenere”, per timore di uscire dal selciato e quindi di essere perseguibili penalmente, che non si potesse bombardare radioattivamente gli organi interni di mia mamma, già profondamente intaccati da metastasi corrosive che me la stavano portando via!!

In tutto questo inenarrabile strazio personale, mio e di mio papà, i dottori, tanto soloni assoluti nel campo di specializzazione, quanto assoluti ignoranti della materia, si sono limitati ad applicare (come sempre accade) le procedure “ortodosse”, così come stabilite passo per passo dai DIKTAT del Ministero e/o dell’assessore regionale alla stessa preposto.

Ora la mia domanda sorge spontanea: mia mamma aveva solo 55 anni quando ha abbandonato queste sue spoglie mortali. Moltissimi altri esseri umani (perchè di questo si tratta) si spengono ancora più giovani, dopo mesi/anni di agonia nel “braccio della morte”.

Sebbene da un lato sia esponenzialmente cresciuto il n° di coloro che superano i 5 anni di vita dalla prima diagnosi (almeno stando alle statistiche ufficiali), dall’altro ho constatato, con mio immenso strazio umano, che è praticamente prossima all’unità la probabilità di morte nel seguire le terapie ortodosse, così come applicate dalla “deontologiaoncologica, quando (fatto anch’esso praticamente certo) il tumore si ripresenta sotto forma di metastasi (anche qualora ancora non affliggente gli organi vitali).

Arrivando al dunque, ciò che voglio porre all’attenzione di tutti voi, sperando di sensibilizzare concretamente sull’argomento, è: “come potete tollerare il più mastodontico genocidio (seppur non esplicitamente voluto) della storia almeno del 20° secolo (di gran lunga maggiore dell’Olocausto, quanto a portata, con una stima ovvia di 18 mlns di morti l’anno nel mondo, considerando il dato italiano come dato medio dell’universo statistico) e quasi certamente di tutta questa decade del Nuovo Millennio, senza agire per ridurne enormemente la portata, sia in termini di n° di morti, che in termini di allungamento medio dell’aspettativa di vita, nonchè di una qualità migliore della stessa?

Come potete tacitamente acconsentire ad un simile silente massacro di massa, che affligge l’umanità intera?

ISTRUZIONE. Molti di voi penseranno che parlare negativamente dell’istruzione, così come impartita dal Ministero, sia come sparare sulla Croce Rossa, ed è indubbiamente vero. Altrettanto vero, però, è il fatto che ad oggi, nonostante sian passati quasi 155 anni dalla detestabile unificazione italiana, sebbene giunti al suffragio universale nel Secondo Dopoguerra, e per quanto beneficiari della diffusione dell’informazione di massa a partire dai primi anni ’90 con la diffusione lenta ma progressiva di internet, ci siano ancora così tanti individui che nel perverso, troppo osannato, sistema democratico, sostengono programmi politici volti a sostenere un’istruzione pubblica, unica tanto nella scelta delle discipline da inculcare sin dalla tenera età, quanto ai programmi delle stesse, quanto, a grandi linee, nel metodo d’insegnamento.

Questo perverso sistema non può far altro che promuovere l’omologazione di tutti i bambini, coartatamente e discrezionalmente “educati” da un sistema d’istruzione pubblico, senza possibilità alcuna di scappatoia.

Questo implica quanto segue: essendo ormai coartato l’obbligo scolastico fino ai 18 anni di età, nessun genitore, per nessuna ragione, può tenere a casa il proprio figlio dalla forzata (a mano armata) deportazione scolastica; nessun genitore è veramente libero di scegliere per l’istruzione del proprio figlio, essendo che l’istruzione non viene fatta su misura del singolo minore, per potenziare i suoi interessi, anche in maniera mirata e settoriale, quanto piuttosto per garantire un posto di lavoro sicuro a molti docenti che, atresì, si troverebbero disoccupati (o, nella migliore delle ipotesi, sottoccupati). Questo è verosimilmente il caso di decine e decine di migliaia di docenti a tutti i gradi dell’imposizione educanda di stato, che tanto per citarne alcuni, attengono alle seguenti discipline: arte e disegno artistico, filosofia, greco, latino, letteratura (italiana e non), etc..etc..si è infatti giunti al paradosso per cui quello che è nato con la denominazione di liceo scientifico, è una non troppo accentuata variante di un tipo di educazione inutile come quella classica (essendo decisamente oltre misura le ore di letteratura, latino, religione (un nonsense assoluto), educazione fisica (nonsense come al p.to precedente) etc..etc..

Allora la domanda che pongo a voi genitori che votate: “come potete ritenere che anni minimi d’istruzione imposti (con l’aggravante dell’obbligatorietà a possedere il titolo di laurea per intraprendere certe, ormai troppe, professioni) ai vostri figli, siano la scelta educativa migliore per la loro crescita personale e professionale, pur tenendo conto che voi non avete praticamente arbitrio alcuno nella scelta delle materie impartite e nei programmi ad esse connessi?!?

Il sadico masochismo nella delegazione del monopolio della forza armata e dell’amministrazione della giustizia (sia civile che penale) ad uno stato, NEMICO PUBBLICO N° 1 DEL CITTADINO!!

GENOCIDIO GULAG
GENOCIDIO GULAG

 

Un altro tema clou che vi dovrebbe porre in una posizione di avversione totale verso lo stato, inteso come aberrante e costante sopraffazione della maggioranza sulle minoranze, che di volta in volta si vengono a costituire sui temi più svariati, è dato dal monopolio che lo stato italiano e ahimè troppi stati occidentali cdd. civili esercita sull’utilizzo della forza armata.

Questo porta a due tragiche “ineluttabili” conseguenze: da un lato priva l’individuo, impropriamente denominato “cittadino” (quando sarebbe invece ben più consono definirlo “schiavo” dello stato e della volontà maggioritaria), dell’inalienabile diritto alla difesa personale, espressione con cui non intendo solamente l’assoluto diritto alla difesa della propria integrità fisica, ma anche il sacrosanto, inviolabile, diritto alla difesa dell’altrui integrità, qualora questa si trovasse in una condizione di evidente pericolo, e alla possibilità di ricorrere all’uso delle armi, in caso di violazione della propria proprietà privata, sia essa superficiale, sotterranea o aerea.

Cosa intendo dire con quanto sopra espresso? Ciò che io, Tommaso Rossi, sostengo, in piena condivisione con chiunque si voglia definire liberale/libertario, è che nessuno, sia esso un privato o un membro delle forze armate dello stato (s’intendano con ciò le Fiamme Gialle, i carabinieri, la Polizia, l’esercito, i NAS, l’AUSL, gli assistenti sociali, il corpo forestale dello stato, la polizia municipale e chi più ne ha, più ne metta) può vantare diritto alcuno sull’altrui proprietà, in ossequio al sacrosanto principio per cui la proprietà rappresenta solo un’accezione stessa del proprietario, ed, in quanto tale, inalienabile ed inviolabile.

Ora, voglio solo portare alla vostra attenzione alcuni esempi concreti in cui questo principio è stato leso, il tutto “in ossequio” alla legge e con il sostegno esplicito della “giustizia” italiana.

Le difesa dei privati da rapinatori. Sia che io sia proprietario di un esercizio commerciale, sia che io possegga un qualunque altro immobile ad uso prettamente personale, devo poter disporre di questo (beneficiandone) in assoluta libertà, il che significa che chiunque mi limiti, volutamente, nell’esercizio di tale diritto, in quanto trasgressore, dev’essere passibile non tanto di un atto di dissuasione passiva (o quantomeno, non solo), nè a maggior ragione di un atto conseguente, come può essere la farsa costituita dalla denuncia alle forze dell’ordine (la cui denominazione va rivista, in quanto tutto ciò che realmente garantiscono è solo chaos/disordine, con un outcome nefasto), ma bensì di un atto volontario di difesa attiva rispetto all’altrui volontaria aggressione.

Questo significa che io mi ergo senza la benchè minima riserva a sostegno di Stacchio, un “giusto”, perchè col suo atto eroico, non solo ha salvato un esercizio commerciale dall’ennesimo tentativo di rapina, ma ha anche evitato un eventuale epilogo, ancora più tragico, quello della morte della commessa della gioielleria.

Allo stesso modo mi ergo a sostegno di Birolo, il tabaccaio legalmente ma iniquamente condannato di recente, per aver difeso la propria vita e quella della propria famiglia, salvaguardando la propria attività economica, da uno degli innumerevoli tentativi di rapina, finito giustamente e legittimamente con la morte di un rapinatore moldavo di 20 anni.

Questi son solo due degli innumerevoli casi di legittima difesa, in cui le vittime del reato od esseri umani degni di tale nome (come nel caso di Stacchio) sono divenuti imputati di un processo nazi-comunista perchè hanno “trasceso” a detta della legge, nel difendere/si da una palese lesione di un diritto dell’uomo, quello all’integrità fisica (della propria persona e dei propri beni di qualsivoglia natura!!).

La difesa dei privati dallo stato e dagli abomini commessi dalle forze armate (che costano ai contribuenti italiani ben oltre i 20 mlrd di spesa pubblica annui!!)

Ricordate l’inferno processuale di D&G, condannati in primo grado per una presunta maxi evasione, per il solo fatto di aver collocato la propria sede fiscale in Lussemburgo?

O, casi forse ancor più noti, e macroscopici, le multe comminate prima a Microsoft, Ryanair, Expedia (con la folle accusa di abuso di posizione dominante, solo perchè onestamente guadagnata con la competizione di mercato), oltre a quelli di Apple e Google (l’attuale gruppo Alphabet) ed il rischio corso dal gigante dei social networks, facebook, accusati di aver evaso cumulativamente ben oltre 10 mlrd di euro a livello di Unione Europea?

Apple ha già dovuto sborsare 318 mlns di euro all’erario del bel paese (non si sa per chi possa def. tale, se non per il pubblico impiego, dato che privati e turisti, vengono costantemente frodati e tartassati da enti statali, per loro stessa natura, rapinatori, illegittimi, fraudolenti e vessatori), mentre al gigante dei motori di ricerca, solo a livello nostrano, è stato chiesto un “risarcimento”, termine quantomai improprio, non avendo danneggiato altri se non l’erario (atto di legittima difesa), che dovrebbe, se non erro, aggirarsi intorno ai 600 mlns di euro.

Ora, citando solo un’infinitesimo delle cifre contestate da questi enti di rapina organizzata, così potenti, pervasivi e pericolosi per chiunque finisca sotto le loro grinfie, la domanda che pongo a tutti voi è la seguente: quanti posti di lavoro hanno distrutto (da considerarsi anche quelli che non è stato possibile creare a causa dei “danni all’erario” contestati) questi troppo osannati burocrati e chiunque tra di voi si erge in favore di questo pervasivo, soverchiante statalismo?!?

Altro incredibile caso di estrema perversione legalmente sancita, per quanto illegittima, è il seguente: perchè il proprietario di un terreno, non è proprietario di quanto si trova sotto e sopra di esso? Perchè in Italia, esiste un tale disincentivo ad effettuare ricerche nel sottosuolo (minerali preziosi, petrolio, manufatti archeologici etc..etc..), dato dal fatto che qualunque cosa venga ritrovata, non è legalmente di proprietà del legittimo naturale proprietario, ma bensì di quest’entità parassitaria, quasi metafisica, ma oppressiva che è lo stato?

Lo stesso discorso sarebbe estensibile ad un sacco di altre perversioni di un pubblico imposto: perchè esistono le proprietà demaniali (letti di fiumi ed altre possibili amenità naturali, potenzialmente profittevoli economicamente, ma lasciate andare in rovina dalla pubblica gestione)? Perchè i musei sono perlopiù disastrosamente “gestiti” da enti pubblici? Perchè esistono i trasporti pubblici che hanno deficit di centinaia di milioni l’anno, risarciti con i soldi dei privati, per consentire lo spostamento iperscontato (per i fruitori) a tre poveri minus habentes, che incentivano con il loro approccio, l’inquinamento, il rischio d’incidenti, a causa dell’occupazione da parte degli stessi mezzi di trasporto etc..etc..?!? Perchè esiste la “pianificazione urbanistica”, scelta da un qualche burocrate a spese dei privati (anche se in disaccordo con essa)? Perchè tale pianificazione riguarda anche il restauro e/o la costruzione d’immobili pagati in toto dalle private finanze? Solo per citarne un’infinitesima parte.

Un altro eclatante, innegabile, se non per faziosità, abuso costante perpetrato dal pubblico, in questo caso rappresentato dalle forze dell’ordine, risulta evidente nei casi Aldrovandi, Cucchi, Uva, per citare solo una piccolissima parte dell’elevato numero complessivo, in cui, come avrebbe detto veridicamente H. Arendt ne “La banalità del male“, in cui agenti di polizia (latu sensu) hanno posto in stato di fermo, torturato e massacrato, ragazzi o persone, colpevoli solo di aver, al più, spacciato sostanze stupefacenti, senza ovviamente coartarne da parte di alcuno la totalmente libera assunzione, deresponsabilizzando ancora una volta l’individuo, spesso e volentieri, maggiorenne e nel pieno delle proprie facoltà mentali, dalle proprie scelte volontarie!!

LA BANALITA' DEL MALE
LA BANALITA’ DEL MALE

Purtroppo in questo la cdd. destra italiana, sostenuta da certi mass media, prende perniciosamente le parti degli agenti di polizia, come nel caso del massacro di Cucchi e “vilipendio di cadavere” perpetrato da Il Giornale, con un disgustoso art. in cui si giustificavano le violenze che hanno condotto alla morte del giovane, col fatto che, a detta di un agente, la mamma e la sorella erano assolutamente disinteressate alla sorte del ragazzo.

Altro caso assai recente, di cui fin troppo poco si è discusso, e che fin troppo poco ha scatenato l’ira dei media italiani, per non parlare della scoietà civile, è il caso di M.G. Bossetti, unico imputato per il caso di Yara Gambirasio.

Si è venuto a sapere, solo nella fase di dibattimento processuale, quando una persona era già da svariate settimane privata della propria libertà, che i filmati che erano stati consegnati ai media dalla procura della Repubblica, di comune accordo con polizia e carabinieri, erano sì della sera della sparizione della ragazzina all’uscita della palestra, ma non in tutti i fotogrammi si aveva, come invece asserito, la certezza, che il furgone che transitava fosse del muratore di Mapello, inacarcerato per l’omicidio della povera tredicenne.

La moralità “di stato”, imposta a chiunque ubiquitariamente

La questione che vi pongo riguardo a questo ennesimo aspetto di comportamento criminale di stato, inaccettabile in uno stato di assoluto diritto, è il seguente: perchè la società in cui ci troviamo a vivere, tende sempre più pericolosamente verso la deriva del politically correct imposto a livello legislativo?

Perchè esiste il femminicidio? Perchè esiste l’aggravante razziale? Perchè vogliono introdurre l’aggravante omofobica? Perchè non esiste la libertà assoluta d’espressione, di per sè stessa non lesiva dell’altrui persona, se non in casi eccezionali? Perchè esiste il reato di negazionismo (associato troppo spesso ad una doverosa, continuativa, opera di revisionismo storico di certi fatti storici anche recenti)? E perchè, se da un lato esiste il reato di negazionismo, al contempo non esiste alcun reato per gli Imam ed i musulmani che sostengono “liberamente” su media nazionali, dalle capitali e/o principali città del Vecchio Continente, il fatto che Roma, come sostiene un libro d’odio e oppressione come il Corano, cadrà, come il resto del mondo sotto la dominazione islamica, con l’imposizione della Shaarìa (che tra gli altri abomini, sostiene, l’uccisione degli infedeli, la subordinazione totale della donna all’uomo e la pena capitale per il reato di omosessualità)?!?

Passerò in rassegna rapidamente tutti queste folli degenerazioni/derive della società occidentale, che sta procedendo con estrema celerità verso l’annichilimento totale della libertà dell’individuo.

La continua rivendicazione per la parità di genere ed il femminicidio. Sono ormai svariati anni che ci stanno fracassando gli organi genitali, con la rivendicazione di una presunta parità di genere, condizione non corroborata da alcun riscontro antropologico/biologico/cromosomico o fattuale, seguendo la perniciosa deriva del “politically correct” che deriva da un sempre più degenerato, degradante e degradato mondo anglosassone.

Ecco, allora che non si posssono più sostenere liberamente le proprie idee, in quanto risultano non essere gradite ai benpensanti radical-chic.

Alcuni dei casi più celebri furono:

  • il caso Summers: Summers, allora presidente di Harvard, ebbe la temerarietà di sostenere, nel mare magnum dell’ipocrisia dettata dal politically correct, che le donne fossero in media, come genere, meno portate alle discipline scientifiche. Fu, a seguito di questa sua affermazione, bombardato di critiche ed insulti, e di fatto fu portato a dimettersi da tale incarico;
  • il caso Berlusconi: in Italia c’è stata una querelle inenarrabile, portata in sede giudiziaria, mirante esclusivamente a delegittimare politicamente Silvio Berlusconi, portandolo in tribunale con l’accusa di concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile per il caso Ruby e annesse Ol(Or)gettine.

Questa processo sulla moralità di un uomo pubblico (dal latino mos/moris= costume/usanza), si basava sugli unici “appigli” legali di concussione di pubblico ufficiale (secondo la Procura di Medio-l-anum, coartato a rilasciare, dietro pressioni ineluttabili dell’allora PdC, Ruby Rubacuori, in stato di ferma in caserma) e di favoreggiamento della prostituzione minorile, con l’accusa (rimasta a tutt’ora indimostrata nonostante i milioni dei cittadini sperperati in intercettazioni e faldoni di centinaia di pagine redatti da magistrati dissennati) che lo stesso avesse fruito, dietro corrispettivo economico, di prestazioni sessuali ripetute con una minorenne, la sopra riportata marocchina.

La cosa esilarante è stata che degli oltre 100 testimoni portati forzatamente in tribunale dalla Procura della Repubblica, una percentuale che tendeva alla totalità, ha demolito ogni capo d’imputazione mosso a Silvio Berlusconi.

Il pubblico ufficiale, infatti, ha asserito di non essere affatto stato concusso dal premier, che si era limitato a muovere una richiesta con toni assolutamente pacifici e legittimi.

Ed allo stesso modo, Karima El Marough (in arte Ruby Rubacuori) ha sempre sostenuto di essersi spacciata per maggiorenne a tutte le “cene eleganti” di Arcore (egregiamente ribattezzata hardcore), e di non aver avuto alcun rapporto di natura sessuale col premier.

Senza contare che, se mai anche fosse dimostrato (accusa che a tutt’oggi non fonda su alcun documento/intercettazione etc..etc..) che la ragazza, quantanche minorenne, avesse intrattenuto, a suo tempo, rapporti di natura sessuale con Berlusconi, questi sarebbero stati pienamente consenzienti, in quanto la stessa avrebbe liberamente scelto di prostituirsi per guadagnare ingenti somme di denaro (somme che prostitute marocchine della sua età si sognerebbero di percepire per una sola prestazione, con clienti trovati in strada).

Ora, se sparare sul cdd. Belpaese, composto da una netta maggioranza di benpensanti pecoroni, vi sembra un target troppo facile, continuerò con altri casi esteri di folle tentativo di plasmare la realtà fattuale a proprio uso e consumo.

Si è ormai arrivati al p.to di negare le differenze di genere anche in ambito sportivo, per cui frasi pacifiche di ovvia constatazione della superiorità del genere maschile su quello femminile in ambito sportivo/imprenditoriale, sono state ferocemente additate da questi nazi-comu-terroristi, come vergognose affermazioni non più sostenibili all’alba del terzo millennio.

Si è quindi arrivati alla deregulation più assoluta sulla possibilità per il genere femminile a vedersi assunto nelle forze armate dei cdd. paesi “civili” di quest’occidente degenerato, col paradosso che le stesse, per affermazione di p.ti di rfr del socialismo europeo, come Sègolene Royal, dovessero essere affiancate da colleghi uomini, così implicitamente asserendo che non fossero affatto in grado di proteggersi da sole (figurarsi assolvere a compiti per garantire la pubblica sicurezza).

Adesso, la perversa degenerazione che si sta attuando da 8 anni a questa parte, sotto la catastrofica amministrazione Obama, e che ha portato ad includere nell’esercito e nell’FBI, anche i cdd. appartenenti al terzo sesso (i trans), ad elevare a capo supremo delle forze armate a stelle e strisce un gay (a rivendicazione del fatto che chiunque, indipendentemente dalle proprie capacità, possa ambire a rivestire un qualunque ruolo nella società..), così come nel troppo spesso osannato Canada (dove esiste l’utero in affitto, con annesse eugenetica e tutela della privacy della prostituta partoriente), in cui si è nominata un paio di anni fa, a capo delle forze armate, una donna, lesbica, sta, da alcuni anni a questa parte, travolgendo anche il Vecchio Continente. Ecco i casi maggiormente degni di nota:

  • Sotto la presidenza spagnola di Zapatero, era stata posta a capo delle forze armate una donna incinta
  • nelle degenerate ed estremamente incoerenti socialdemocrazie scandinave, pioniere in queste degenerazioni, sono da parecchi anni imposte le quote rosa, anche ad aziende private
  • in Norvegia, se non vado errando sul paese, è stato tempo fa nominato Ministro della famiglia (carica senza senso per def.) un gay della più becera ortodossia LGBT
  • per non parlare dei casi nostrani della Pinotti, Ministro della Difesa; della già alta burocrate di un’inutile, anzi nociva, istituzione come l’ONU, ora Presidente della Camera, certa Laura Boldrini (comunista con i soldi altrui e perbenista, purchè il perbenismo venga adempiuto appieno col culo altrui!!)

Tornando al nocciolo della questione, è ridicolo e illogico parlare di introdurre aggravanti come il “femminicidio”, lo “odio razziale/religioso”,  quello “omofobico”, ed il p.to è di ovvia comprensione per chiunque possa dirsi dotato di raziocinio.

La pena comminata dev’essere conseguente al reato commesso, non alle cause che hanno condotto l’attuante a commetterlo. Quindi, ad ex., se viene commesso un omicidio, la pena (che non si capisce secondo quale moralità debba spettare sia nell’essere eventualmente comminata, che nella sua natura e durata, dallo stato, entità ontologcamente insensata) sarà uguale sia nel caso che la vittima fosse bianca, nera, mediorientale, ispanica, cinese, indiana, etero, gay, uomo, donna, transessuale e qualunque altra categorizzazione sia concepibile.

Allo stesso modo è vergognoso parlare di uguaglianza sessuale tra uomo e donna, quando gli apparati genitali sono rispettivamente esogeno ed endogeno, oltre alle differenze antropologiche, che fanno sì che sia la donna e non l’uomo a generare il nascituro.

E’ mendace coartare anche le società private ad assumere una quota di donne, quando queste, in età fertile, sono toccate, a differenza del genere maschile, dal ciclo (cosa che infatti moltissime donne che intendono fare carriera, bloccano scientemente), dall’ovulazione e da continui sbalzi ormonali, ben maggiori di quelli attibuibili al sesso forte.

Parimenti non si può prescindere dal fatto che le donne, in quanto “genitrici di vita”, siano un “rischio” in termini di assunzione, rappresentando un costo sia esplicito (congedo di maternità stipendiato) che implicito (mancanza di continuità lavorativa e necessità di formare un sostituto) per l’azienda che se ne voglia far carico.

Lo stesso è estensibile a qualunque altra deriva totalitaria, di sopraffazione dello stato, per def. totalitario, vessatorio ed impositivo, tra cui il divieto di fumo nei locali ad uso pubblico (sebbene privati), il divieto ad impedire l’accesso ai locali ad uso pubblico (ancora una volta privati) a certe categorie/tipologie di utenza, ivi compresi i bambini o, cosa cnor più perversa, i cdd. animali da compagnia (con conseguenti orinate, defecate, guasto/distruzione di merce esposta, aggressività, inquinamento sonoro..).

Mi scuso con voi, adorati lettori, per essermi cotanto dilungato in questa dissertazione e auspico, per quanto scritto di getto ed in due giornate consecutive (a causa della mia scrittura prolissa), che questo mio editoriale risulti di facile comprensione contenutistica e di piacevole lettura.

V’invito ad esprimere senza alcuno scrupolo i vostri pareri, le vostre esperienze, il vostro eventuale (benchè motivato) dissenso, sui social media, ed a condividere questo mio articolo, con conoscenti ed amici, se, sia che siate consenzienti o dissenzienti, lo riterrete una buona lettura, ricca di spunti di riflessione e discussione.

A prestissimo, con nuovi, più concisi, unitematici pezzi,

Il vostro blogger,

Tommaso Rossi

 

No share, No gain!!;)
Tommaso Rossi
sono uno studente di 22 anni dr. in economia e finanza che ama tenersi aggiornato ed approfondire tali tematiche con una prospettiva globale e varia.
http://floodnews.net

2 thoughts on “Lo statalismo (nazi-catto-comunismo): il peggior crimine contro l’umanità!!

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