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Università: è realmente formante o è un’ignobile farsa?

UNIVERSITA'
Università: è realmente formante o è unignobile farsa?
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Università: è realmente formante o è un’ignobile farsa?

Con ogni probabilità, questo articolo, sarà indifferente ai più, se non irritante, ma come ben ormai saprete, non mi trattengo certo dall’esprimere la mia opinione su temi cruciali e delicati della vita umana, come la (dis/in)formazione scolastico-universitaria.

Molti di voi sono certamente vittime, più o meno consapevoli, di folli dogmi sul “doveroso”, “acritico”, “ossequioso” rispetto verso qualunque forma di autorità vi sia imposta da una qualunque entità governativa, declinata in qualsivoglia accezione. La stragrande maggioranza di voi posso sostenere, senza il minimo timore di smentita, è stata cresciuta da una famiglia, da dei parenti e da una schiera di conoscenti “adulti”, che vi hanno sempre inculcato questo “sacro” rispetto per le gerarchie (che per def., sono imposte!).

Bene: sappiate che se ritenete che questi “adulti” sbaglino su tutta la linea, avete ogni ragione, perchè, come avrebbe detto H. Arendt ne “La banalità del male“, “se conferisci ad un essere umano potere su di un altro essere umano, il primo tenderà ineluttabilmente ad abusarne!”.

Le mie esperienze scolasticouniversitarie

In poco meno di 24 anni di esistenza, vi posso assicurare che ne ho vissute veramente ormai di cotte e di crude di ogni genere e sorta, da me quasi sempre vissute come vere e proprie angherie, soprusi, vessazioni.

Solo per richiamare le esperienze, ormai lontane nel tempo, che più di tutte hanno contribuito a formare la persona che sono ora, di cui vado senza il minimo dubbio orgoglioso, vi elencherò le principali: ho subito atti di bullismo psico-fisico sia alle elementari che alle medie, da quelli che oggi non ho il minimo problema ad appuntare come poveri minus habentes (sotto ogni p.to di vista), che vivranno la loro piccola, miserrima vita, frustrati, inappagati, e non amati. Ovviamente tutto questo è sempre avvenuto sotto gli occhi volutamente “foderati da spesse fette di salume” e, troppo di frequente, con una più o meno esplicita connivenza da parte delle maestre e del corpo docente, troppo spesso soggetti assolutamente inadeguati a rivestire un simile ruolo da un p.to di vista carismatico/umano.

Fin dai primi anni delle superiori, ho quindi capito, che non avrei mai e poi mai tollerato il ripetersi di simili viltà, inferte su di me da chicchesia, nè altresì avrei tollerato che ciò avvenisse conil benestare di cdd. figure a cui io, gerarchicamente, ero considerato sottoposto.

Ho quindi iniziato quella che si potrebbe a ragione definire come “la fase polemica” della mia vita, in cui mi son sempre battuto, a torto o a ragione, contro quelle che ritenevo/ritengo essere ingiustizie, sia da parte di coetanei, che da parte di docenti, troppo spesso quantomeno (eufemisticamente) inadeguati al ruolo ricoperto.

Chiaramente questo mi è costato “caro” in termini di voto di uscita alla maturità. Pur essendomi dimostrato almeno per tutto il triennio conclusivo il migliore come media delle valutazioni, ho dovuto “accontentarmi” di un 92/100 come voto finale, frutto della valutazione faziosa e parziale di “poracci” nullafacenti, che ritenevano di detenere (quasi sempre erroneamente) le chiavi di volta per l’interpretazione del mondo.

Uscito dalle superiori, mi sono iscritto a quella che ho ritenuto essere la meno peggio tra tutte le università socio-comu-totalitariste università italiane, quella di Parma, avendo avuto ab origine dei rapporti poco “idilliaci” con UNIMORE.

Ciò detto, vi posso assicurare che la mia esperienza con l’università, più che formante, è stata “folgorante” (ndr: sì, folgorante come la visione di San Paolo, allora persecutore dei cristiani, sulla strada per Damasco!). L’utilità di questa esperienza “formativa” è derivata dal fatto che dopo un paio d’anni, ho veramente capito che ero inserito nell’ennesimo “deviato” e “dopato” contesto educativo indottrinante, in cui, sotto moltissimi aspetti, non ti venivano fornite le competenze necessarie alla comprensione del mondo economico, quanto invece, mere nozioni accademiche, volte tutte al medesimo scopo: farmi “apprezzare” quanto lo Stato, le sue istituzioni ed i suoi enti, fossero fondamentali allo svolgimento della vita di ogni essere vivente nella propria quotidianità.

Il risultato da parte mia, come da parte di qualunque altra persona, degna di tale nome (e quindi dotata di raziocinio), è stato un totale, logico, rifiuto per la “belva satanica” rappresentata da questo folle socialismo reale, che non solo ha la pretesa di “fare compere” con i soldi altrui, dei cdd. cittadini (da ribattezzarsi “sudditi”), ma che addirittura, ha la saccenza di “educare” il populino, additato come ignorante ed “educando”, al rispetto di discrezionali quanto biasimabili, “comportamenti”, ritenuti di “buona condotta” per questa folle “Intellighentia” di sinistra.

Ecco così, che chi non ha alle spalle una famiglia erudita, scettica e di gente che non prende i “dogmi” come “oro colato“, si trova ad essere un secchione di idee da altri inculcate, secondo il modello tipico di qualunque totalitarismo, senza ahimè avere alcuna capacità critica di discernimento a riguardo.

Per non divenire boriosamente prolisso in questo mio art. che, non ho alcuna remora a descrivere come “equamente avvelenato”, mi limiterò a rimarcare solo gli aspetti conclusivi salienti di questo mio discorso. Siate curiosi, critici e scettici verso qualunque nozione “dogmatica” vi venga inculcata. Siate polemici di fronte a quelle che ritenete essere ingiustizie, sia in termini di valutazione, che in termini di comportamento/”metodo d’indottrinamento”. Siate sempre pronti, senza alcuno scrupolo, a sostenere le vostre idee, purchè siate in grado di argomentarle. Non accettate mai giudizi “imposti” da persone, che troppo spesso si sono ritrovate a ricoprire il ruolo di docenti, in quanto non in grado di entrare a far parte del mercato del lavoro (che è tale solo se privato ed in concorrenza perfetta, garantita dalla più totale deregulation). Non siate passivi fruitori di nozioni, ma critici ideatori delle stesse. Insomma, non siate disposti a tollerare nulla di ciò che vi viene “insegnato”/”impartito” e che non riterrete in toto vero/veritiero, in quanto troppo spesso il ruolo di docente di qualunque ordine e grado, si traduce in mero indottrinatore di programmi scolastici imposti dall’alto, cui al più fornisce una propria chiave di lettura univoca, autoritaria, totalitaria: quella del socialismo reale e delle sue folli/oppressive politiche educative, sia in campo economico, che sociale!!

Cosa pensate del sistema scolastico italiano?
    No share, No gain!!;)
    Tommaso Rossi
    sono uno studente di 22 anni dr. in economia e finanza che ama tenersi aggiornato ed approfondire tali tematiche con una prospettiva globale e varia.
    http://floodnews.net

    One thought on “Università: è realmente formante o è un’ignobile farsa?

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